Come si trasformano i cognomi: il caso D’Acunto
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Il cognome D’Acunto, presente in Campania principalmente nel Salernitano e in area partenopea, deriva dall’antico patronimico nato dalle due forme cognominali intercambiabili di Cunto e de Cunto, trasformatosi verso la metà del Seicento in D’Acunto e, in seguito, nelle varianti locali D’Acunzo, D’Acunzi e D’Acunti.
Il ceppo dei D’Acunto del Salernitano presenta come nuclei originari le antiche famiglie di Vietri sul Mare e di Cetara, in origine Casali della città di Cava de’ Tirreni.
Una famiglia registrata nello status animarum della parrocchia di Santa Lucia Giudaica a Salerno, nell’anno 1715, è composta dai coniugi Domenico decunto (32 anni) e Vittoria di Cunto (40 anni), e dai loro figli:


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Frabitius (Fabrizio) d’Acunto
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Donato d’Acunto
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Nicola d’Acunto
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Giuseppe di Acunto
Il cognome – attualmente D’Acunto – di questa famiglia salernitana del Settecento, con ogni probabilità originaria della costiera, è leggibile in questo documento nella sua trasformazione avvenuta tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento: da di Cunto a de Cunto / decunto e, infine, a di Acunto e d’Acunto.
Indicativo è anche il luogo di abitazione della famiglia, nel quartiere della Giudaica, creato da ebrei nel Quattrocento a ridosso delle mura della città, fin da quel tempo abitato da valenti artigiani.
Non a caso i di Cunto / D’Acunto sono attestati nei secoli scorsi, per molti nuclei familiari, soprattutto come “faenzari”, ossia artigiani produttori di vasellame in ceramica.
(Immagini: documento dell’Archivio Diocesano di Salerno, status animarum di Santa Lucia Giudaica; ricostruzione genealogica della famiglia D’Acunto di Vietri, a partire dalla fine del Cinquecento).
Autore:
Fabio Paolucci
