Il bel cinema italiano ‘ Comandante ‘ di Edoardo De Angelis’
By matteomerletto - Flickr, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=16858380
Oreste Del Buono amava definirsi uno “spettatore comune” (non lo era affatto, straordinario e originale come in tutto ciò in cui si cimentò). È stato uno dei miei “maestri inconsapevoli” e per serepindita ho scoperto anche nipote di uno dei più grandi (e troppo poco ricordati) Eroi di Toscana e d’Italia.
Credo gli sarebbe piaciuto il film anche se per l’ennesima volta non era al centro della storia suo zio Teseo.
Ma chi era Teseo Tesei, dirà chi non è troppo addentro alle vicende storiche della Marina militare italiana? Proverò a riassumere, ma ci sarebbe tantissimo da scrivere.
Era l’ultimo degli otto figli di Ulisse Tesei, un piccolo ma intraprendente armatore che trasportava vini in tutta Italia ma anche oltreoceano. Studiò con notevole profitto a Firenze prima di iscriversi all’Accademia di Livorno, poi si specializzò al genio navale sempre a Livorno, laureato in ingegneria Navale a Napoli e conseguì il brevetto di Palombaro a La Spezia.
Fu scienziato e inventore: insieme ad altri colleghi ideò il siluro a corsa lenta, molto più noto con il nomignolo di “maiale”, e contribuì a perfezionare l’autorespiratore a ossigeno detto anche maschera di Davis, che noi spettatori di “Comandante” abbiamo visto all’opera in una delle sequenze più emozionanti e commoventi del film.
Era un ufficiale-scienziato ma anche uomo d’azione pluridecorato. Purtroppo l’ultima medaglia d’oro al valore militare gli fu conferita alla memoria perché, sprezzante del pericolo e per non compromettere totalmente la missione dell’attacco al Porto di La Valletta (Malta), decise deliberatamente di “spolettare a zero” il maiale che cavalcava insieme all’altro eroico secondo capo palombaro Alcide Ferretti, rinunciando così alla possibilità di salvarsi.
I siluri furono infatti condotti dai due prodi marinai fino a schiantarsi sull’obiettivo, percorrendo la via dei kamikaze giapponesi.

Si contarono purtroppo quindici vittime, diciotto prigionieri e due caccia Macchi 200 abbattuti dai formidabili “Spitfire” inglesi.
Nonostante il quasi totale insuccesso, qualche mese dopo il vice-governatore di Malta, Sir Edward Jackson, scrisse sul Daily Mail rendendo l’onore delle armi agli avversari:
“…Nel luglio scorso gli Italiani hanno condotto con grande decisione un’azione di assalto per penetrare nel porto impiegando Mas e siluri umani armati di equipaggio suicida… questa impresa ha richiesto le più alte doti di coraggio personale…”
Da allora in avanti le missioni saranno molto più efficaci, forse grazie alla direzione di un’altra figura leggendaria, anche se purtroppo più nel male tremendo commesso dopo l’armistizio: il Principe Nero Junio Valerio Borghese, quando trasformò la Xª MAS – che aveva avuto come motto “Per il Re e per la bandiera” – in una banda di assassini folli e crudeli.
Altra precisazione: la Xª MAS repubblichina non fu mai riconosciuta dalla Marina militare e dai Badogliani, che formeranno la Mariassalto che, nonostante i pochi mezzi, diede il suo contributo alla liberazione coordinati dagli angloamericani. Ci furono anche azioni autonome, come la presa di Venezia dei Nuotatori Paracadutisti (futuro Battaglione San Marco) che il 30 aprile liberarono la città da bande di tedeschi e fascisti che non volevano ancora cedere alla avvenuta capitolazione.
È ora di tornare a Comandante.
Non ho letto ancora il romanzo scritto a quattro mani da Sandro Veronesi e Edoardo De Angelis, ma credo proprio che lo farò e che rivedrò questo film, perché mi aspettavo un bel film da una personalità così poliedrica (cinema, televisione, produzione, scrittura, etc.), ma non così avvincente ed emozionante.
Favino è superlativo nel rendere questo “Cavaliere antiquo del primo Novecento”, valoroso militare che non dimentica mai di essere un Uomo non solo di mare, dalla umanità strabordante, che se fosse stato di nazionalità americana credo vanterebbe molti film e serie TV sulla sua vita.
Senza fare troppe rivelazioni, diciamo che non perse il vizio di salvare gli avversari e morì proprio come aveva previsto, non smentendo la fama di “Stregone” affibbiatagli con simpatia dai suoi uomini.
Anche il resto del cast è scelto in modo direi perfetto, con una menzione particolare per Gigino, u’ magnifico cuoco sopraffino, e Bcienz Stumpo, sommergibilista eroico che non dimentica di essere stato nu’ curallaro i Torre del Greco.
I due Belgi che interpretano il capitano e il marinaio che conosce l’italiano (e altre quattro, cinque lingue) ho scoperto che sono anche drammaturghi oltre che ottimi attori, e l’italiano si sta facendo onore anche nella lingua del sì.
Sarebbero da citare tutti e tutte (indimenticabili le ragazze dei marinai e la moglie di Todaro che sognava il riposo del guerriero).
Eccellenti anche tutti i collaboratori tecnici, ma impossibile non menzionare le musiche scelte e la colonna sonora dell’ex frontman dei Massive Attack, anglo-italiano anche graffitaro, che qualcuno sostiene sia Banksy in carne e ossa.
Pronti per un’altra avventura, Comandante!
Autore:
Andrea Pinto
