L’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA
Gli usi di un olio di oliva nella nostra cultura sociale a partire dai tempi dei Romani e fino ad oggi sono stati diversi e possiamo così sintetizzarli:
– Usi ETICI per: consacrare, benedire, santificare
– Usi ESTETICI per: detergere, rinvigorire, ammorbidire
– Usi FUNZIONALI per: illuminare, lubrificare
– Usi CULINARI e GASTRONOMICI per: friggere, cuocere, ungere, amalgamare, insaporire, mantecare.
Ma un ottimo “OEVO” ha anche effetti altamente salutistici in quanto è ricco di “polifenoli”, “acidi grassi monoinsaturi” e “Vitamina E”. E’ stato scientificamente dimostrato che il costante utilizzo di un olio extravergine di oliva favorisce un abbassamento del colesterolo cattivo ed un innalzamento di quello buono aiutando a prevenire le malattie cardiovascolari e l’artereosclerosi.
L’Olio Extravergine e i suoi Profumi e Sentori Per iniziare a capire se un OEVO è buono si utilizza dapprima “il naso” (non la bocca) per apprezzarne all’olfatto il “bouquet” di odori che rimandano: all’ erba fresca appena sfalciata, o alla mandorla, al pomodoro e alla sua foglia, al carciofo e alla mela verde. In bocca l’olio lo si deve far roteare per tutto il palato e la lingua, percependone le
caratteristiche peculiari più o meno intense dell’ amaro e del piccante. Un OEVO dal sapore fruttato con un buon equilibrio di amaro e piccante è sinonimo di un prodotto fatto a regola d’arte. L’amaro e il piccante dipendono anche dalla quantità di polifenoli presenti nell’olio. I polifenoli sono molecole con proprietà antiossidanti che conferiscono all’olio extravergine di oliva la sua personale struttura organolettica ed è proprio grazie a loro che otteniamo il tipo di fruttato (delicato, medio o intenso) e la percezione di amaro e piccante, naturalmente più ce ne sono, più alta è la percezione di amaro e piccante.
Dipende molto anche dal metodo di conservazione che deve tassativamente avvenire al riparo dalla luce e da fonti di calore. Un cattivo Olio Anche un olio extravergine può essere cattivo. Uno dei principali attributi negativi ad un OEVO è il sapore di rancido e/o di morchia. Il sapore di “rancido” è dovuto alla cattiva
conservazione dell’olio che ha preso ossigeno, luce e caldo per troppo tempo. Questo processo “chimico” cattivo dell’olio non è rimediabile. Mentre la morchia non è nient’altro
che il deposito di piccole impurità (particelle di acqua e residui vegetali) che, con il passare del tempo, vanno a depositarsi sul fondo del contenitore in cui l’olio viene conservato. Il
contatto prolungato dell’olio con questo sedimento ne rovina le caratteristiche organolettiche ed il sapore che si percepisce è di straccio o cartone bagnato. Si stanno producendo molte ricerche sull’olio e che vanno tutte nella stessa direzione: un uso parsimonioso di questo prodotto dà enormi benefici al nostro organismo
Autore:
Nello MAINENTE
